L’INIZIO DI UN NUOVO CAMMINO AL CENTRO MEDICO VIOLA

Giancarlo, colpito da ictus, grazie al metodo Feldenkrais ha iniziato un nuovo processo di apprendimento basato sulla profonda integrazione tra movimento, sensazioni, pensiero e quindi di un consapevole dialogo tra scheletro, muscoli, sistema nervoso ed ambiente che gli ha permesso di compiere con grande soddisfazione di tutti noi i primi passi nel centro medico.

L’ictus cerebrale è la causa più frequente di disabilità in persone adulte e una delle più frequenti cause di morte. Due terzi dei casi si verificano sopra i 65 anni, ma possono essere colpite anche persone giovani.

 

ICTUS CEREBRALE

L’ictus cerebrale è una malattia drammatica che in Italia ogni anno cambia la vita improvvisamente a 120.000 persone. Nel nostro paese l’ictus è la terza (la seconda, stando ad alcune stime) causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie (il 10-12% di tutti i decessi per anno si verifica dopo un ictus) e rappresenta la principale causa d’invalidità.

Nel nostro Paese il numero di soggetti che hanno avuto un ictus e sono sopravvissuti, con esiti più o meno invalidanti, è pari a circa 913.000.

Spesso si parla dell’ictus cerebrale come di un fulmine a ciel sereno. L’ictus cerebrale e le sue tragiche conseguenze potrebbero però essere evitati in molti casi.

L’ictus cerebrale (denominato anche colpo apoplettico) si verifica quando viene interrotto l’apporto di sangue in un’area del cervello. Si distinguono le forme seguenti:

  • in circa l’85 percento dei casi un coagulo di sangue (trombo) occlude un vaso sanguigno. Di conseguenza, l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive alle cellule nervose nell’area interessata è insufficiente o viene a mancare. Le cellule subiscono rapidamente un danno e muoiono. Questa forma di ictus cerebrale viene denominata infarto cerebrale ischemico;
  • decisamente più rara è l’emorragia cerebrale, in cui si verifica la rottura di un vaso sanguigno e la fuoriuscita di sangue nel tessuto cerebrale;
  • ancora più raramente si osserva l’emorragia subaracnoidea, in cui si rompe invece un vaso sanguigno a livello di meningi, con sversamento di sangue tra le meningi e il cervello. 

Un ictus cerebrale è un caso di emergenza. L’importante è riconoscerlo rapidamente e agire correttamente!

Nella maggior parte dei casi si manifesta uno o più di uno dei seguenti segni:

  • paralisi improvvisa, disturbi della sensibilità o debolezza, per lo più solo a un lato del corpo (volto, braccio o gamba)
  • cecità improvvisa (spesso solo un occhio) o visione doppia
  • anomalie del linguaggio o difficoltà di capire quanto viene detto
  • forte vertigine con incapacità di camminare
  • mal di testa improvviso, insolito, fortissimo.

Se si sospetta un ictus cerebrale, bisogna reagire subito e allertare il numero d’emergenza 118! 

Come ci si può proteggere da un ictus cerebrale?

Spesso gli episodi di ictus cerebrale vengono favoriti dai seguenti fattori di rischio:

    • ipertensione arteriosa: danneggia i vasi sanguigni e causa emorragie o coaguli di sangue
    • malattie cardiache: le cardiopatie non trattate (per es. fibrillazione atriale) possono comportare la disseminazione di coaguli di sangue dal cuore al cervello
    • valori dei lipidi del sangue troppo elevati
    • alimentazione poco sana
    • scarsa attività fisica
    • fumo
    • sovrappeso
    • sindrome da apnea notturna

Chi mantiene sotto controllo i rischi sopra menzionati ed è attento alla propria salute riesce a ridurre notevolmente il rischio personale di ictus cerebrale.

dr. Viola Rossano

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