LA VISITA ENDOCRINOLOGICA

La VISITA ENDOCRINOLOGICA si effettua su persone a cui siano state riscontrati segni o sintomi attribuibili a patologie endocrine (rapide variazioni del peso corporeo non giustificabili da variazioni dello stile di vita, accumuli del grasso in sedi atipiche, acne, ipertricosi, caduta dei capelli, alterazioni del ciclo mestruale, riduzione della potenza sessuale, comparsa di liquido alla spremitura del capezzolo, osteoporosi, ecc) o in caso di alterazioni degli esami di funzionalità ormonale o di indagini per immagini.

Sicuramente le patologie più frequenti che si ritrovano in un ambulatorio endocrinologico sono quelle tiroidee.

La tiroide può essere considerata la “centrale energetica” del nostro organismo in quanto produce e immagazzina gli ormoni tiroidei, principali regolatori del nostro metabolismo. Le patologie della tiroide sono frequenti ed in continua crescita, specie nel sesso femminile. Esse possono riguardare alterazioni nella produzione ormonale come una ridotta funzione (si parla in tal caso di ipotiroidismo) o aumentata funzione (ipertiroidismo), situazioni che comportano sintomi differenti e tipici nel paziente; molto frequente è anche l’alterazione strutturale della tiroide, ovvero il nodulo tiroideo, patologia che colpisce 6 persone su 10 secondo i recenti dati di letteratura, è per lo più asintomatico e di riscontro occasionale, solitamente singolo ma talora può associarsi ad aumento del volume del collo e si parla in tal caso di gozzo tiroideo. La patologia nodulare tiroidea è nel 95% dei casi benigna; nei casi rari casi di malignità un corretto e precoce approccio multidisciplinare permette un’ eccellente prognosi con elevata sopravvivenza a lungo termine.

Durante la visita l’endocrinologo raccoglie i dati anamnestici familiari (familiarità per diabete o patologie tiroidee) e personali (interventi chirurgici e malattie pregresse, uso di farmaci in grado di interferire con la funzionalità tiroidea, abitudini alimentari, abitudini voluttuarie, attività lavorativa, ecc). In caso di soggetti di sesso femminile si indaga sulla regolarità del ciclo, sull’andamento delle precedenti gravidanze, sugli eventuali aborti spontanei, sull’uso di estro-progestinici, sull’epoca e la modalità dell’entrata in menopausa.

Si prende poi visione della documentazione presentata dal paziente (indagini laboratoristiche, ecografie, TAC, RMN, MOC, a seconda dei casi).

Si procede quindi alla valutazione clinica che prevede tra l’atro, calcolo del BMI (rapporto peso altezza), esame obiettivo generale con particolare attenzione a collo e addome considerando attentamente anche la distribuzione del grasso corporeo, la distribuzione pilifera, lo stato cutaneo (ricerca di vitiligine, lesioni psoriasiche, acne, strie rubre), misurazione della pressione arteriosa e del battito cardiaco.

A questo punto se è possibile si formulerà già una diagnosi e, nel caso sia necessario, si imposterà una terapia.

Nel caso i dati già forniti dal paziente non risultino completi o esaustivi si richiederanno le indagini necessarie a completare l’iter diagnostico.

 

DR.SSA SANGUIN FRANCESCA

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