Cambiare è difficile, ma possibile!

UN PAPA’: “Vorrei cambiare ma.. c’è qualcosa di più forte di me..”

UNA MAMMA: “Quando dico così mio figlio si arrabbia e non sente ragioni…”

 

Cosa c’è di più forte del legame bambino-genitore?

La relazione che si va a costituire nei primi giorni-mesi-anni (e si consolida successivamente) è qualcosa di fondamentale per la nostra crescita. Questo legame, secondo la teoria di Bowlby (anni 60), poi confermata dalle moderne evidenze sperimentali e delle neuroscienze, è detto ATTACCAMENTO.

Un legame che influisce fortemente su come il nostro cervello elabora i dati.

Già nella primissima infanzia si costituiscono delle modalità di esperire emozioni e di comportarsi, dei modelli operativi, particolarmente potenti: “qualcosa di più forte di me”… appunto!

Se i legami, per una serie di motivi, sono meno solidi, ecco che la persona, il bambino, può sviluppare delle modalità poco funzionali di muoversi nel mondo. E continuerà a farlo, anche senza volerlo.

Nel bambino molto presto si potranno notare reazioni spropositate e molto differenti: ad esempio timore, introversione, oppure elevati livelli di rabbia o angoscia.

Da adulto potranno consolidarsi modalità di evitamento delle situazioni spiacevoli, sensazioni di fatica nel provare determinate emozioni, fino ad arrivare a vere e proprie psicopatologie.

E’ importante per questo:

  • Come genitore: osservare con attenzione mio figlio e la relazione che ho con lui, oltre che, naturalmente, averne cura, a partire dalla nascita (e anche prima!).. e chiedere aiuto precocemente.
  • Come adulto: osservare me stesso e, se sento che potrei essere migliore, se “c’è qualcosa di più forte di me” che mi mette in una condizione di disagio.. non aver timore nel chiedere un supporto a un esperto.

Lo psicologo è preparato ad accogliere la persona tenendo ben presente che a lei va il massimo rispetto.

Il paziente ha il diritto di essere ascoltato, aiutato a focalizzare il disagio (suo o del figlio) e ad avvicinarsi alla modalità più efficace per favorire un attaccamento “recuperato”.

Per altre informazioni o approfondimenti

Dr. Antonio Pinton – Psicologo

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